“Serve solo più formazione.”
È una delle risposte più automatiche quando un sistema non funziona come dovrebbe.
È rassicurante.
Non mette in discussione le scelte fatte.
E soprattutto, sposta il problema sulle persone.
Ma nella maggior parte dei casi,
è una diagnosi sbagliata.
Quando la formazione diventa una toppa
La formazione è fondamentale.
Ma viene spesso usata per:
- compensare processi poco chiari
- spiegare flussi incoerenti
- insegnare workaround
In questi casi non sta formando.
Sta coprendo difetti strutturali.
Le persone imparano, il sistema no
Un segnale tipico:
“Te lo spiego io come si fa davvero.”
Quando il sistema richiede:
- spiegazioni informali
- passaggi non documentati
- conoscenze tacite
la formazione non risolve.
Trasferisce solo dipendenza.
Se serve troppa formazione, c’è un problema a monte
Un sistema sano:
- guida l’utente
- riduce l’errore
- rende chiari i passaggi
Quando invece:
- servono ore di spiegazioni
- le domande sono sempre le stesse
- gli errori si ripetono
il problema non è la competenza.
È il disegno del sistema.
La formazione non crea allineamento
Puoi formare persone diverse
su sistemi diversi
con regole diverse.
Il risultato?
- tutti competenti
- nessuno allineato
La formazione non sostituisce:
- una fonte unica di verità
- regole condivise
- processi coerenti
Quando la formazione diventa una scusa
La frase “serve più formazione” viene spesso usata per:
- evitare di ripensare il sistema
- rimandare decisioni architetturali
- non toccare equilibri interni
È una soluzione comoda.
Ma temporanea.
Formazione sì, ma al momento giusto
La formazione funziona quando:
- il sistema è chiaro
- i flussi sono stabili
- le regole sono condivise
In quel contesto:
- accelera l’adozione
- riduce errori
- aumenta autonomia
Fuori da quel contesto,
amplifica la confusione.
La domanda che smonta la credenza
Non chiederti:
“Quanta formazione serve?”
Chiediti:
“Cosa stiamo cercando di compensare con la formazione?”
Se la risposta è “il sistema”,
la formazione non basterà mai.
