È diffusa l’idea che i problemi di controllo nei gestionali aziendali siano quasi sempre riconducibili a difetti tecnici o all’uso inadeguato del software. Tuttavia, questa percezione è limitante e spesso impedisce di affrontare le vere cause alla radice.
Il problema reale dietro i problemi di controllo
L’origine delle inefficienze nei sistemi di controllo nei gestionali non sta tanto in una singola funzionalità o in errori operativi occasionali, quanto piuttosto nel disallineamento strutturale tra processi, ruoli e flussi decisionali. Il vero nodo è la mancanza di una chiara architettura organizzativa e di governance dei dati che garantisca integrità, tracciabilità e tempestività.
Questo determina un’incertezza sistematica nella raccolta e interpretazione delle informazioni, riducendo la capacità di monitorare efficacemente le performance e di intervenire in modo mirato.
Analisi dei processi e delle responsabilità
Il controllo efficace richiede innanzitutto una mappatura rigorosa dei processi aziendali: solo comprendendo come e quando i dati vengono generati, verificati e approvati è possibile definire punti di controllo chiari e condivisi.
Parallelamente, va definito un sistema di ruoli e responsabilità trasparente. Ogni attore coinvolto deve avere un mandato preciso e un livello di autonomia che si riflettono nelle operazioni di controllo quotidiane. L’assenza di questo livello di dettaglio crea sovrapposizioni o lacune che compromettono il flusso informativo.
Decidere cosa controllare e come: impatto sulla governance
La scelta dei parametri critici da monitorare non può essere casuale o dettata esclusivamente dalla tecnologia disponibile. È fondamentale un processo decisionale che coinvolga gli stakeholder chiave a più livelli, in modo da definire indicatori di controllo che siano davvero rappresentativi delle variabili di rischio e di performance.
Questa governance dei dati e delle decisioni rende più coerente e scalabile il sistema di controllo, fornendo una base solida per l’adattamento a evoluzioni di mercato e di organizzazione interna.
Effetti sulla crescita e sulla scalabilità aziendale
Un sistema gestionale inadeguato dal punto di vista del controllo può sembrare sufficiente in fase iniziale o su scala ridotta, ma limita gravemente la crescita. Senza una struttura di controllo robusta, aumenta il rischio di errori invisibili, frodi, inefficienze e ritardi decisionali.
La capacità di scalare efficacemente dipende invece dall’introduzione di processi di controllo integrati, ripetibili e automatizzabili che supportano una visione chiara e tempestiva dello stato aziendale. La gestione del rischio diventa un elemento centrale per sostenere il cambiamento e la complessità.
Gli errori più comuni sul mercato
Spesso si punta a risolvere i problemi di controllo intervenendo solo sullo strumento gestionale, investendo in funzionalità aggiuntive senza ridefinire processi o ruoli. Oppure si trasferisce tutta la responsabilità sul personale operante, senza mettere in atto una revisione sistematica delle regole di governance.
Un altro errore frequente è sottovalutare il bisogno di formazione e di aggiornamento continuo, imprescindibile per mantenere allineati gli attori coinvolti e prevenire derive operative.
Una nuova prospettiva per la gestione del controllo
Per ridurre i problemi di controllo, è necessario spostare l’attenzione dalla semplice tecnologia a un approccio integrato che concepisca il controllo come espressione dell’architettura organizzativa. Questo significa ripensare la sequenza di passaggi che i dati compiono, investire nella definizione di ruoli e responsabilità e costruire un modello di governance condiviso e flessibile.
Solo così si potrà evolvere da un paradigma di controllo reattivo e frammentario a uno proattivo e sistematico, in grado di generare vantaggi duraturi.
Tabella comparativa: Approccio tradizionale vs approccio strutturale al controllo gestionale
| Aspetto | Approccio Tradizionale | Approccio Strutturale |
|---|---|---|
| Focalizzazione | Software e strumenti | Processi, ruoli, governance |
| Responsabilità | Personale operativo | Ruoli definiti e mandati chiari |
| Decisioni di controllo | Reattive e frammentarie | Proattive e coordinate |
| Scalabilità | Limitata e incoerente | Elevata e sostenibile |
| Formazione | Spesso trascurata | Continua e integrata |
| Risultati | Altamente dipendenti dall’operatore | Standardizzati e prevedibili |
Sei passaggi per riformulare la sequenza di controllo
- Mappare i processi chiave e i flussi informativi
- Definire con precisione ruoli e responsabilità
- Identificare indicatori di controllo rilevanti e condivisi
- Stabilire criteri decisionali e modalità di escalation
- Integrare formazione e aggiornamento continuo
- Monitorare regolarmente l’efficacia del sistema di controllo e adattare le regole
Quando rivedere il modello di controllo?
Il controllo non è mai un risultato definitivo, ma un processo in continua evoluzione. È consigliabile una revisione strutturata almeno annuale o a fronte di cambiamenti significativi nei processi o nella struttura aziendale. Solo così si mantiene la capacità di cogliere nuove criticità e di adattarsi efficacemente.
Chi deve guidare il cambiamento?
La responsabilità ultima ricade sulle funzioni di governance e direzione, che devono orchestrare la ridefinizione dei processi, il coinvolgimento degli stakeholder e il monitoraggio continuo. Il cambiamento non può essere delegato esclusivamente ai livelli operativi.
Una frase per comprendere l’essenza del controllo:
Il vero controllo non è una funzione del gestionale, ma un’espressione della chiarezza organizzativa; senza questa, anche il miglior software rimane un archivio di rischi e inefficienze non visibili.

