Si ritiene comunemente che i sistemi gestionali aziendali rappresentino l’ossatura imprescindibile per il controllo e la gestione dei processi interni. Tuttavia, questa convinzione ignora una realtà frequente: l’aggiramento dei gestionali da parte degli operatori. Tale pratica non solo compromette l’affidabilità delle informazioni, ma indica criticità più profonde nell’architettura dei processi organizzativi.
Il vero problema dietro l’aggiramento dei gestionali
Il nucleo della questione non risiede semplicemente nella scelta individuale di bypassare gli strumenti ufficiali, ma nella loro incapacità di rispondere efficacemente alle esigenze operative reali. I gestionali spesso mostrano rigidità strutturali o lacune funzionali che spingono gli utenti ad adottare soluzioni alternative, creando circuiti informali non tracciati.
Questa disallineamento tra strumenti e bisogni concreti genera un problema di coerenza tra la gestione ufficiale e le attività sul campo, compromettendo la qualità dei dati e la governabilità complessiva.
Analisi sistemica dei processi e dei ruoli coinvolti
Per comprendere le dinamiche di aggiramento, è necessario esaminare i processi nei loro dettagli, individuando i punti critici e le responsabilità dei singoli attori. Occorre valutare:
- La progettazione iniziale dei flussi operativi e la loro integrazione nel gestionale;
- Il ruolo degli utenti finali e le loro interazioni quotidiane con il sistema;
- Le decisioni strategiche nella configurazione del software e le modalità di aggiornamento;
- Il supporto formativo e l’adattamento progressivo ai cambiamenti.
Spesso, l’inerzia o la carenza comunicativa tra chi definisce i processi e chi li esegue induce distorsioni che il gestionale non riesce a contenere.
Conseguenze sulla crescita, controllo e scalabilità aziendale
Le inefficienze generate dall’aggiramento dei gestionali hanno ripercussioni dirette sulla capacità di crescita strutturata dell’azienda. In un contesto dove i dati ufficiali sono incompleti o inaffidabili, le decisioni strategiche perdono accuratezza e tempestività.
Il controllo amministrativo e operativo si indebolisce, rendendo difficile gestire i rischi. Inoltre, la scalabilità dei processi diventa problematica, poiché la replicabilità di modelli efficaci è ostacolata dalla variabilità e personalizzazione eccessiva delle singole prassi non integrate.
Errori ricorrenti nel mercato e perché persistono
Una pratica frequente è la sottovalutazione delle cause strutturali alla base del problema, preferendo interventi superficiali come la rigida imposizione di regole o il controllo aumentato. Questa strategia genera solo resistenza e anomalie nascoste.
Un ulteriore errore consiste nel credere che l’aggiornamento tecnologico del gestionale da solo possa risolvere criticità che sono più legate alla governance, all’organizzazione dei ruoli e ai processi di comunicazione interna.
Un cambio di paradigma nell’approccio operativo
Per superare l’aggiramento dei gestionali è necessario un cambio di prospettiva radicale: progettare i sistemi informativi in funzione dell’esperienza e dei vincoli reali degli utenti professionali, oltre che degli obiettivi di controllo. La centralità si sposta quindi dalla tecnologia al disegno dei processi come sistemi integrati di ruoli, flussi e informazioni.
È cruciale introdurre cicli continui di valutazione e miglioramento, allineando governance, formazione e strumenti per costruire un ecosistema che limiti la necessità di bypass e valorizzi il contributo di ogni attore.
Elementi chiave per una nuova architettura operativa
La costruzione di un assetto operativo efficace passa attraverso:
- Analisi dettagliata dei processi esistenti per identificare punti di rottura;
- Progettazione collaborativa degli strumenti digitali con gli utenti chiave;
- Definizione chiara dei ruoli e delle responsabilità con leve di accountability;
- Implementazione di un sistema di monitoraggio dati che non si limiti a segnalare anomalie, ma favorisca interventi mirati;
- Formazione continua e supporto all’adattamento degli operatori;
- Allineamento strategico tra obiettivi di crescita, controllo e innovazione tecnologica.
Confronto tra approcci tradizionali e integrati
| Caratteristica | Approccio Tradizionale | Approccio Integrato |
|---|---|---|
| Focus | Strumento software | Processo e utenti |
| Coinvolgimento utenti | Basso | Alta collaborazione |
| Gestione anomalie | Controlli rigidi | Rilevazione e miglioramento continuo |
| Adattabilità | Bassa | Elevata |
| Impatti su crescita | Limitati o negativi | Supporto alla scalabilità |
| Governance | Separata dalla realtà operativa | Integrata e condivisa |
Perché l’approccio integrato è più efficace
L’integrazione di processi, ruoli e sistemi informativi genera coerenza e trasparenza, riducendo la tentazione e la necessità di aggirare i gestionali. Il coinvolgimento diretto degli operatori permette di modellare soluzioni più aderenti al reale lavoro d’ufficio e di produzione.
Quando intervenire nel ciclo operativo
L’intervento ha efficacia massima se avviene in fase di riprogettazione dei processi o al momento di implementazione di nuovi strumenti. Tuttavia, anche in organizzazioni consolidate, l’approccio iterativo e partecipativo consente di recuperare controllo e migliorare le performance.
Considerazioni finali su assetto operativo e aggiramento dei gestionali
L’aggiramento dei gestionali non è solo un problema tecnico o di compliance, ma il sintomo di squilibri profondi nell’architettura dei processi. La risposta non risiede in misure punitive o puramente tecnologiche, ma in un ripensamento sistemico che ridisegni il rapporto tra persone, strumenti e governance.
Solo un assetto operativo progettato con l’intento di integrare effettivamente tutti gli aspetti dell’attività aziendale può garantire un equilibrio sostenibile tra controllo, efficienza e capacità di crescita.

