“Il problema è la resistenza al cambiamento” (oppure no)

Quando un progetto non decolla, la diagnosi arriva veloce:

“C’è resistenza al cambiamento.”

È una spiegazione comoda.
Semplice.
E soprattutto, scarica la responsabilità sulle persone.

Ma molto spesso è sbagliata.

La resistenza non nasce dal cambiamento

Le persone non resistono al cambiamento in sé.
Resistono a:

  • cambiamenti che non capiscono
  • cambiamenti che complicano il lavoro
  • cambiamenti che non risolvono problemi reali

La resistenza non è un difetto.
È un segnale.

Quando il cambiamento chiede solo sacrifici

Un sistema nuovo che:

  • richiede più passaggi
  • aumenta i controlli
  • riduce autonomia
  • non restituisce valore immediato

genera frizione.

Non perché le persone siano rigide.
Ma perché il cambiamento chiede molto e dà poco.

La resistenza come forma di protezione

In molti casi la resistenza serve a:

  • proteggere il flusso di lavoro
  • evitare rallentamenti
  • mantenere un equilibrio funzionale

Le persone difendono ciò che funziona,
anche se non è perfetto.

Ignorare questo meccanismo
significa non capire l’organizzazione.

Quando il cambiamento è calato dall’alto

Un altro scenario tipico:

  • decisione presa
  • sistema scelto
  • comunicazione fatta

E poi:

“Da lunedì si usa questo.”

Senza:

  • spiegare il perché
  • mostrare il beneficio
  • collegare il cambiamento al lavoro reale

La resistenza non è sorprendente.
È prevedibile.

Le persone non rifiutano il sistema, rifiutano il non-senso

Se un sistema:

  • non chiarisce
  • non semplifica
  • non aiuta a decidere

le persone lo useranno:

  • il minimo indispensabile
  • solo quando obbligate
  • cercando scorciatoie

Questo non è boicottaggio.
È adattamento.

Etichettare la resistenza è pericoloso

Dire “sono resistenti”:

  • chiude il dialogo
  • evita l’analisi
  • giustifica soluzioni forzate

Ma il problema resta sotto traccia.
E riemerge più avanti.

Quando il cambiamento viene assorbito davvero

Il cambiamento funziona quando:

  • il beneficio è chiaro
  • il sistema riduce attrito
  • il lavoro migliora visibilmente

In quel caso:

  • la resistenza cala
  • l’adozione cresce
  • la spinta viene dal basso

La domanda che smonta la credenza

Non chiederti:

“Perché resistono?”

Chiediti:

“Cosa stiamo chiedendo di sacrificare, e cosa stiamo offrendo in cambio?”

La risposta spiega tutto.

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Una conversazione mirata, non una demo generica.

Condividiamo il contesto, analizziamo le frizioni e definiamo se esiste il fit giusto.

Nessun pitch. Solo mappa delle priorità.