Quando emerge un nuovo problema operativo, la risposta più comune è sempre la stessa:
“Ci serve un altro software.”
Un altro SaaS.
Un altro abbonamento.
Un altro strumento che, preso singolarmente, funziona benissimo.
Ed è proprio questo il problema.
La logica del “pezzo mancante”
Ogni SaaS nasce per risolvere un’esigenza specifica.
CRM, fatturazione, documenti, BI, email, preventivi.
Quando qualcosa manca, si aggiunge un pezzo.
Il sistema aziendale cresce così:
non per progetto, ma per accumulo.
All’inizio sembra efficiente.
Nel tempo diventa fragile.
Ogni nuovo SaaS risolve un problema locale
Il nuovo strumento:
- fa bene quello per cui è stato scelto
- migliora una parte del flusso
- semplifica un’attività specifica
Ma non conosce:
- il resto dei processi
- le eccezioni
- le logiche decisionali
- il contesto complessivo
Funziona da solo.
Non come parte di un sistema.
Il costo non è l’abbonamento mensile
Il costo reale di un nuovo SaaS non è il canone.
È tutto ciò che si aggiunge intorno.
Ogni nuovo strumento introduce:
- una nuova interfaccia
- una nuova logica operativa
- nuove integrazioni
- nuovi punti di controllo
Il risultato è un aumento costante del carico cognitivo.
Le persone non lavorano più sui processi.
Lavorano per far funzionare gli strumenti.
Più strumenti hai, meno visione hai
Quando i software aumentano:
- i dati si distribuiscono
- le informazioni si duplicano
- le responsabilità si frammentano
Per rispondere a una domanda semplice devi:
- aprire più strumenti
- incrociare più fonti
- fidarti di stime
Il sistema continua a muoversi.
Ma perde visione.
Il paradosso della scelta “razionale”
Aggiungere un SaaS sembra una scelta razionale:
- costa meno di un progetto strutturale
- è veloce da attivare
- non richiede ripensamenti profondi
Ma nel medio-lungo periodo è una scelta difensiva, non strategica.
Rimanda il problema.
Non lo risolve.
Quando i SaaS iniziano a governare il business
Un segnale chiaro di rischio è questo:
le decisioni iniziano a dipendere dai limiti degli strumenti.
“Questo non possiamo farlo perché il software non lo prevede.”
“Qui dobbiamo aggirare il sistema.”
“Facciamo così, poi sistemiamo a mano.”
A quel punto non stai più usando i software.
Stai adattando il business ai software.
Il problema non è usare SaaS. È usarli come mattoni
I SaaS non sono il male.
Sono strumenti potenti.
Diventano un problema quando:
- vengono messi insieme senza un disegno
- vengono collegati solo tramite integrazioni
- sostituiscono una visione di sistema
Un’azienda può usare SaaS esterni in modo sano
solo se esiste un sistema centrale che governa tutto.
La domanda da farsi prima di aggiungere un tool
Prima di attivare l’ennesimo software, fermati e chiediti:
sto risolvendo un problema di processo o sto solo tappando un buco?
Nel secondo caso, il problema tornerà.
Con un altro nome.
E un altro abbonamento.
