Quando i sistemi non parlano tra loro, la risposta sembra ovvia:
“Integriamo.”
API.
Webhook.
Automazioni.
Script custom.
Piattaforme come Zapier o Make.
Sulla carta, tutto torna.
Nella pratica, quasi mai per davvero.
Perché le integrazioni sembrano la soluzione perfetta
Le integrazioni promettono molto:
- collegare strumenti diversi
- ridurre il lavoro manuale
- sincronizzare i dati
- evitare doppioni
E spesso funzionano.
All’inizio.
Il problema è che nascono per collegare, non per progettare.
Integrare non significa costruire un sistema
Un’integrazione trasferisce dati da A a B.
Non decide:
- quando un dato nasce
- chi è responsabile
- quale versione è quella “giusta”
- cosa succede se qualcosa va storto
Queste decisioni restano fuori dal sistema.
E vengono gestite, ancora una volta, dalle persone.
Ogni integrazione è un nuovo punto di fragilità
Ogni integrazione aggiunge:
- una dipendenza esterna
- una logica che vive “in mezzo”
- un punto di rottura difficile da diagnosticare
Quando qualcosa smette di funzionare, la domanda diventa:
“È colpa del software A, del software B o dell’integrazione?”
E nel frattempo, i dati si fermano.
Il problema non emerge subito (ed è questo il pericolo)
Le integrazioni raramente falliscono in modo evidente.
Più spesso degradano.
Un campo che non si aggiorna.
Un valore che arriva in ritardo.
Un evento che non parte.
Finché nessuno se ne accorge.
Quando il problema emerge, il danno è già fatto:
- report sbagliati
- decisioni basate su dati incompleti
- processi che sembrano funzionare ma non lo fanno
Più integrazioni hai, più coordinamento serve
Un sistema integrato male richiede:
- monitoraggio costante
- controlli manuali
- verifiche incrociate
- conoscenze specifiche
Il risultato è paradossale:
integri per semplificare,
ma finisci per aumentare la complessità.
Le integrazioni non sono il male (se usate nel posto giusto)
Le integrazioni hanno senso quando:
- collegano sistemi già coerenti
- servono a estendere, non a rattoppare
- sono poche, chiare e controllate
Diventano un problema quando:
- compensano una cattiva architettura
- tengono insieme strumenti nati separati
- sono l’unico modo per far “tornare i dati”
In questi casi, non stai integrando.
Stai tenendo insieme pezzi che non dovrebbero stare separati.
Il rischio vero non è tecnico. È organizzativo
Quando il sistema dipende dalle integrazioni:
- nessuno ha una visione completa
- la responsabilità si frammenta
- il controllo si diluisce
Il sistema funziona.
Ma nessuno sa spiegare davvero perché.
Ed è qui che nasce il rischio.
La domanda da farsi prima di integrare
Prima di aggiungere un’integrazione, fermati e chiediti:
Sto collegando due parti di un sistema o sto cercando di costruire un sistema dopo?
Nel primo caso, l’integrazione ha senso.
Nel secondo, stai solo rimandando il problema.
