In ogni azienda c’è una persona così.
Non sempre si chiama Marco.
Ma tutti sanno chi è.
Quando qualcosa non torna, qualcuno dice:
“Chiedi a Marco, lui sa come si fa.”
E per un po’, funziona.
Marco non è il problema
Marco è competente.
Affidabile.
Disponibile.
Conosce:
- i passaggi strani
- le eccezioni
- i limiti del sistema
Marco non ha creato il problema.
Lo compensa.
Il sistema vive nella testa di una persona
Quando:
- le regole non sono scritte
- i flussi non sono chiari
- il software non guida
la conoscenza si concentra.
Il sistema non è nel sistema.
È nella testa di Marco.
Tutto funziona, finché Marco c’è
Finché Marco è presente:
- i problemi si risolvono
- le urgenze rientrano
- il lavoro va avanti
Ma basta:
- una ferie
- una malattia
- un cambio ruolo
e il sistema si ferma.
La dipendenza silenziosa
Nessuno l’ha decisa.
Nessuno l’ha progettata.
La dipendenza nasce perché:
- è più facile chiedere
- che ripensare il sistema
- o chiarire i flussi
E così Marco diventa un collo di bottiglia involontario.
Marco paga il prezzo più alto
Essere “quello che sa” significa:
- interruzioni continue
- carico mentale
- responsabilità implicita
Marco è indispensabile.
Ma è anche bloccato.
Quando il sistema diventa trasferibile
In aziende più mature:
- le regole sono nel sistema
- i flussi sono visibili
- le eccezioni sono gestite
Marco resta competente.
Ma non è più indispensabile.
Il valore non sparisce.
Si diffonde.
Rendere il sistema indipendente dalle persone
L’obiettivo non è eliminare Marco.
È eliminare la necessità di chiedere.
Un sistema sano:
- riduce la dipendenza
- distribuisce la conoscenza
- rende il lavoro ripetibile
La domanda che rivela il rischio
Non chiederti:
“Abbiamo persone brave?”
Chiediti:
“Se Marco domani non c’è, cosa si blocca?”
Se la risposta è “molto”,
il problema non è Marco.
